Educazione & Sport

Genitori ai tornei di Rugby

Di ritorno da un torneo di Rugby U6 e U8 dove ho accompagnato - in qualità di allenatore/educatore - una dozzina di bimbi con i rispettivi genitori tiro le somme di quello che ho vissuto.

 

Genitori presenti.

Meravigliosi, puri, entusiasti, cauti, ancora non contaminati da idee sbagliate rispetto ai risultati da ottenere, rispetto al confronto (a volte ingeneroso) con altri bambini più bravi, più svegli, più aggressivi, più reattivi, più tecnici. Più tutto. Cosa dovrò saper fare per fare si che mantengano questo incanto, questo focus sul percorso educativo del loro bimbo senza farsi distrarre da malizia, da arrivismo, da egoismo, da voglia di rivincita, da voglia di competizione, da insicurezza da competizione, da ansia di competizione? I miei prossimi passi saranno tutti dedicati a questo sforzo di preservare questo patrimonio.

Genitori assenti.

Coraggiosi. Lasciare un figlio di 4,5 6 anni, ad un altro genitore perché possa farsi la sua esperienza di gioco, di trasferta, di socializzazione, senza un supporto anche solo visivo dagli spazi è un atto di coraggio che denota anche grande intelligenza. Voglio pensare che sia anche un atto di fiducia verso le persone alle quali lo lascia. Ma soprattutto è un grande gesto educativo. Educativo per il bimbo e verso se stesso genitore. Cosa potrò fare per far si che nel futuro anche altri genitori abbiano il coraggio, la fiducia, la serenità, la lungimiranza di farlo? I miei prossimi passi saranno tutti dedicati a far si che succeda.   

Genitori allenatori/organizzatori.

Genitori che nell'entusiasmo di partecipare al meraviglioso mondo del proprio bambino si mettono a disposizione della squadra e magari capita loro che le necessità li portino a dover gestire un gruppo nel quale non c'è il loro bimbo. Alla fine me li immagino tornare a casa chiedendosi se sono stati genitori assenti o presenti. Se il loro bimbo ha percepito la loro presenza di genitore che si dedica al loro mondo o se hanno patito il fatto di non avere i suoi occhi addosso proprio mentre placcavano, facevano meta, prendevano coraggio, imparavano, esultavano. Chissà. Me li vedo chiedersi se stiano facendo la cosa giusta o no, ché a stare sugli spalti sarebbe stato così più comodo, più appagante, più interattivo. Cosa posso fare perché non ci si approfitti della loro disponibilità e il loro entusiasmo si esaurisca? I miei prossimi passi saranno tutti dedicati a salvaguardare il loro entusiasmo. 

Genitori che non hanno iscritto i bimbi.

Guardinghi, ancora non convinti del fatto che una Società sportiva possa essere anche un luogo dove si educa e si cresce, tutti, come bimbi e come genitori. Genitori che portano il figlio a giocare, ad imparare il rugby, a fare uno sport, ma non hanno ancora percepito l'opportunità di abbracciare tutto il mondo che sta intorno a questo sport, a questa Società, per stringere un'alleanza forte nella formazione del proprio figlio. Cosa potrò fare perché tutti questi genitori ci scelgano con sempre maggiore intensità e frequenza? I miei prossimi passi saranno tutti dedicati a rendere le nostre attività attrattive anche per questi genitori.

C'è tanto da lavorare. Serietà ed entusiasmo saranno il nostro carburante.

 

 

Tags: minirugby;, famiglia e sport, rugbytots bambini,

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