Perchè non parli, papà?
Proviamo a fare un gioco: immaginiamo l’effetto che questa domanda fa a seconda della persona che la pone. Leggi tutto... Commenti (1)
Ruoli e Compiti di coppia
Separati: genitori per sempre
perchè la separazione, anche la migliore, la più ragionevole, la più equilibrata, la più giustificata, porta con se delle difficoltà, della fatica, dei dolori per chi la vive, quindi, se solo siamo vicini alla persona che ne è coinvolta, ci dispiacciamo. E' anche vero, però, che siamo tutti consapevoli che una separazione non è una tragedia, o la fine della vita, o una catastrofe familiare. Abbiamo tutti esempi di separazioni dalle quali si può uscire con un nuovo equilibrio ed una nuova organizzazione familiare accettabile se non addirittura buona.
Separarsi "bene"
Si tratta del percorso seguito dalle coppie che hanno deciso di separarsi, o che l’hanno già fatto, al fine di riorganizzare la loro famiglia. Il tutto con l'aiuto di un Mediatore Familiare. L'intervento assume particolare delicatezza ed importanza quando ci sono figli. In soldoni si tratta di una decina di incontri a tre, ex coniugi e mediatore. Padri assenti: il “mammo”
Abbiamo visto che un uomo può essere un padre assente affettivamente ed autoritario, ma ci sono altri modi in cui l'assenza paterna può manifestarsi, oltretutto, senza dare tanto nell'occhio.
Il padre autoritario crede di essere un padre presente e invece molto spesso fallisce miseramente la sua missione. Ci sono però altre assenze paterne che risultano meno vistose perchè presenti in figure paterne politicamente corrette ma ugualmente capaci di incidere negativamente sull’educazione e sulla formazione dei figli.
Un papà competente: perchè?
"Un papà competente: perchè?" risposte ricopiate realmente dalla lavagna a fine incontro:
è aperta la discussione ....
Papà e Mamma - due universi emotivi
Già dal momento in cui si comincia a sognare di avere un bambino - o si comincia a progettare con il proprio partner di avere un bambino - ogni persona ha dei sogni, delle aspettative e delle preoccupazioni che si differenziano tantissimo da uomo e donna. Padri assenti: la doppia assenza del padre
Mi spiego. Accade in ogni famiglia che i genitori si dividano i compiti per la cura e la crescita dei figli sulla base dei propri impegni lavorativi, delle proprie caratteristiche caratteriali oppure in base alla propria predisposizione verso alcune attività piuttosto che ad altre. Da questo insieme di accordi prende forma il progetto di cura ed educazione dei figli che sarà tanto più efficace quanto più sarà basato sul reciproco aiuto tra i partner, non soltanto in termini di tempo – ancora oggi le incombenze femminili sono di gran lunga più gravose di quelle sostenute dai maschi – ma soprattutto in termini di continua elaborazione e confronto sui contenuti educativi da porre come base al progetto di educazione dei figli. Papà e mamma: due stili diversi
Tango - sogno proibito di papà e mammaChi non ha mai avuto la fortuna di partecipare ad una "prima lezione" di Tango non può conoscere quella sottile euforia che si vede scorrere sugli sguardi di dame e cavalieri non appena il maestro declina quello che è il concetto base di questo favoloso ballo: il cavaliere conduce e la dama segue, che , detto in termini più espliciti vuol dire che l'uomo comanda e la donna fa quello che dice lui.
A due click da un cattivo incontro Uno dei miei divertimenti di padre di giovani figli (10,7,1 tutti maschi) è origliare i discorsi tra giovani adolescenti negli spogliatoi della palestra. Cerco di tenermi aggiornato su quella che sarà la vita dei miei figli nei prossimi 5 o 6 anni, prendo appunti mentali, osservo da dietro le quinte, sperando di prepararmi alla complessità dei problemi che – ahimè - aumenterà di anno in anno. LA BIBLIOTECA di Professione Papà
LA BIBLIOTECA DI PROFESSIONE PAPA' Ecco qui tutti i libri che fanno parte della mia formazione. Li ho suddivisi in quattro categorie per chiarire - a chi volesse procurarseli - il tipo di impegno necessario per affrontarne la lettura. Troverete quindi - in ordine di difficoltà - l'indicazione di Testo Universitario, Testo qualificato, Narrativa, Lettura. In linea di massima i testi Universitari e quelli Qualificati sono "tecnici" e necessitano di un impegno elevato. Quelli di Narrativa e quelli di Lettura sono un po' più accessibili ma non per questo meno interessanti degli altri.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 12 Dicembre 2011 00:06) Essere bimbi, che stress!
Federico Ghiglione Ciliegie a volontà - La noia che educa
Il ritmo delle curve, il rombo del motore, l’aria fresca, conciliano i pensieri. Mi dico: Abbiamo proprio fatto bene a portare su i bimbi. In città si muore dal caldo e il caldo innervosisce e sfinisce i bambini. Anche se li porti al mare, sono sempre nervosi. E poi lassù c’è quiete, ci sono ritmi lenti, non c’è proprio niente da fare. E’ proprio quello di cui hanno bisogno. Si dai, speriamo proprio che si annoino. I nostri bimbi hanno bisogno di lentezza, di tempo, di non correre, di non avere orari, di non avere programmi, progetti, procedure da rispettare, allenamenti da svolgere, programmi da portare a termine, partite da vincere, allenamenti da non disertare, allenatori da non deludere, compagni da non trascurare, lezioni da non perdere, compiti da recuperare, abilità da acquisire. I nostri bambini hanno bisogno di giocare. Di ciondolare, di non sapere cosa fare, di doversi ingegnare per inventarsi un gioco, di inventarsi un gioco solo per il gusto di ingegnarsi. Durante l’inverno, la vita folle che ci siamo costruiti, li costringe a vivere il loro tempo come un continuo impegno. Lo spazio che un tempo era lasciato ai bimbi per giocare, adesso è occupato da “impegni”. Il calcio, il nuoto, il tennis, il francese, la danza, la recitazione, il judo, la scherma, il disegno, la recitazione. Glieli spacciamo per “giochi” ma sia noi che loro sappiamo benissimo che non lo sono. Che gioco è una roba con un orario fisso di inizio e fine? Che luogo di gioco è uno spazio dove c’è un allenatore che si arrabbia tantissimo? Che spazio di gioco è quello in cui non ci si può muovere liberamente? Quelli non sono giochi, sono discipline. Lo sappiamo bene noi genitori che li utilizziamo come unica alternativa alla mancanza drammatica di tempo da dedicare ai nostri figli e come palliativo alla disastrosa mancanza di spazi sicuri dove lasciarli semplicemente liberi; e lo sanno loro che diventano dei piccoli manager del loro tempo e della loro attività sportiva irreggimentati e nevrotici come degli atleti professionisti o come dei tristissimi turnisti. E allora, questa mattina, scivolando lento fra le curve in mezzo al verde, mi sto augurando che questo micro paesino di campagna, senza strade né negozi, regali ai miei figli la straordinaria esperienza della noia. La noia di uscire di casa senza sapere che cosa quel giorno ci sia da fare. La noia di dover costruire ogni singolo minuto della giornata, lasciandosi incuriosire, sorprendere, trascinare, coinvolgere da ogni piccolo evento nella speranza di costruirci intorno qualcosa di divertente, emozionante, strano, nuovo. La noia di smettere di giocare a pallone non quando “finisce l’ora” ma quando non se ne ha più voglia, oppure quando il pallone si buca o finisce nell’orto del vecchietto burbero che non te lo ridà. Allora il gioco cambia e si gioca a intrufolarsi di nascosto nel suo giardino per riprenderselo senza farsi vedere e magari si scopre che ha un meraviglioso albero di ciliegie e - se ci si nasconde bene - si può anche rubargliele tutte, appena viene buio. La noia di stufarsi di giocare a calcio nel solito modo ed inventare nuove regole bislacche che se colpisco la traversa vale due e il palo vale uno e se invece il portiere para o tocchi il palo con la mano immediatamente oppure lui ti tira il pallone addosso e perdi tutto. La noia di dover inventare un gioco che piaccia a tutti, con regole accettate da tutti, in un posto che vada bene a tutti; ed allora il gioco diventa un capolavoro di mediazione e un equilibrio di rapporti dove si comincia a giocare il gioco della vita, dei rapporti, delle simpatie, delle gerarchie, delle convenienze, delle prepotenze, delle astuzie, delle strategie, delle conquiste, degli odi e degli amori. La noia di alzarsi al mattino e non avere nulla di elettronico che si accende, nulla che basta schiacciare un pulsante che “gioca da solo”, nulla che sia già pronto e confezionato ed allora trovarsi costretti a scavare nella propria immaginazione per fare in modo che quell’asse di legno abbandonata diventi una nave in tempesta che ha bisogno di un capitano coraggioso che la sappia timonare e marinai spietati che sappiano usare il cannone per allontanare il nemico che si avvicina, e poco importa se il timone assomiglia vagamente ad un rastrello e il cannone ad un innaffiatoio. In tempesta non si bada a certe sfumature. “Ehi mozzo, tu controlla che non ci abbiano colpito, e tu marinaio, carica il cannone e spara, accidenti a te, non vedi che il nemico avanza!?. Dai ragazzi, resistiamo, che se passiamo questa tempesta e vinciamo questa battaglia stasera si va a fare bisboccia alla locanda del Vecchio Burbero. Ciliegie a volontà per tutti i vincitori”. Federico Ghiglione 2° Daddy Day Camp - E' stato bellissimo.
130 persone, tra bimbi, mamme e papà e qualche nonno, hanno potuto partecipare alla nostra Manifestazione in una cornice stupenda. Donetta erà soleggiatissima. Abbiamo diviso genitori e figli in n.3 gruppi di diverso colore il rosso, il verde ed il giallo. Al mattino le tre squadre si sono sfidate nella staffetta con le cariole (ciascun adulto doveva portare un piccolo di corsa nella cariola lungo un percorso andata e ritorno), nella staffetta di corsa nei sacchi (n.10 bambini e n.5 adulti divevano saltare lungo un percorso) e nel tiro alla fune (squadre di n.15 bambini si sono dati battaglia nel gioco più vecchio del mondo). A pranzo siamo stati deliziati dalle squisite prelibatezze preparate da GUSTO GIUSTO di Francesco Perasso, che è stato capace di servire ben n.130 porzioni di primo, secondo caldi, ben tre tipi di dolce e una squisita merenda per tutti offerta dalla Latte Tigullio con la quale collabora. Al pomeriggio i tre gruppi si sono alternati nei tre laboratori. Il Laboratorio dedicato al Disegno, nel quale Valentina ha addirittura fatto danzare i partecipanti prima di farli disegnare in coppie genitore\figlio. Il Laboratorio dedicato al cibo e ai sapori dove Francesca ha proposto un lavoro tratto dal suo progetto Teo&Bea basato su una narrazione di una favola con conseguente percorso di riconoscimento odori e sapori e realizzazione finale di una piccola composizione con gli ingredienti riconosciuti. Il Laboratorio di falegnameria dove tutti i partecipanti hanno trovato grandi quantità di attrezzi er realizzare un oggetto a piacimento che doveva avere la sola caratteristica limitativa di essere formato da non più di n.20 pezzi. Per i più piccolini era dedicata una zona giochi nella quale Francesca ha intrattenuto i fratellini dei partecipanti e - spesso - attirato anche qualche bimbo più grandicello con i suoi divertenti giochetti. Per chi lo desiderava era possibile acquistare alcuni gadget di Professione Papà (matite colorate, evidenziatori, magliette, zainetti)
Alle 18.30 la festa è terminata. Trovate molte foto sul profilo di FACEBOOK di Professione Papà cliccando QUI. L'anno prossimo si replica ancora ..... e chissà quale sarà l'argomento al quale verrà dedicata la giornata? Nel 2010 lo Sport, nel 2011 Le Arti & i Mestieri. Si accettano suggerimenti. Cari saluti a tutti e buon inverno. .. .. .. .. Federico Ghiglione Primavera tempo di diete (pubblicato su rivista KIDS) Primavera periodo di diete. Ognuno ha le sue motivazioni. L’estate che arriva, le bisbocce di Natale che hanno lasciato il segno ma soprattutto tanti sensi di colpa, i buoni propositi per l’anno nuovo …. Insomma chi più ne ha più ne metta. Ma c’è una motivazione speciale, inconsueta, inaspettata, che può spingere un uomo a fare una dieta.
Scelta dei campi estivi - ...buona fortuna
Adesso invece è molto più normale che le famiglie vivano isolate, lontane dai loro parenti e vicine a persone che quasi ignorano o conoscono poco o con le quali non hanno alcun tipo di affinità (immaginiamo l'attuale vita in città, nei condomini). |
Papà, perchè non parli? ... bella domanda! verrebbe da dire. Ma soprattutto, quali nostre debolezze, errori o mancanze mette a nudo?
Uno dei temi attorno al quale si sviluppano le attuali dinamiche di coppia nelle famiglie con figli è l’assegnazione di Compiti genitoriali ed il riconoscimento dei Ruoli genitoriali.
E' abbastanza usuale sentirsi dire da qualche amico: sai, mi sono separato.
Troppo poca gente in Italia sa cosa sia la Mediazione Familiare.

Papà e mamma sono diversi. Da subito. E lo rimarranno per sempre. Per fortuna loro e dei loro figli.
Abbiamo parlato dei
Il papà e la mamma hanno


Allora, senti …ehi mi stai ascoltando? Si si ti sento. No perché quello sguardo lo conosco, quando fai quella faccia lì è proprio quando mi fai parlare per mezz’ora e poi non ti ricordi niente.
Accendo la moto e comincio a scendere lungo la strada che stamattina mi porta dalla campagna -dove abbiamo portato i bimbi - alla città dove ogni giorno lavoriamo.
Il 2° DADDY DAY CAMP è stata una giornata meravigliosa.
Vi siete mai domandati chi educa i nostri figli?