Genitorialità

A due click da un cattivo incontro

Uno dei miei divertimenti di padre di giovani figli (10,7,1 tutti maschi) è origliare i discorsi tra giovani adolescenti negli spogliatoi della palestra. Cerco di tenermi aggiornato su quella che sarà la vita dei miei figli nei prossimi 5 o 6 anni, prendo appunti mentali, osservo da dietro le quinte, sperando di prepararmi alla complessità dei problemi che – ahimè - aumenterà di anno in anno.

L’altro giorno la discussione era su quanti click sono oggi necessari per vedere un’immagine pornografica su internet. Chi diceva due, chi diceva tre. Quello che diceva due pareva saperla lunga e liquidava come inesperto quell’imbranato del suo amico che aveva bisogno di un terzo click per vedere una donna irrealmente bella, irrealmente depilata, irrealmente disponibile, irrealmente atteggiata, avere rapporti irreali, in pose irreali, con tempi irreali, con sospiri irreali, in situazioni irreali.

Il mio pensiero di padre, che è stato adolescente negli anni 80, è stato: più difficile o più facile di avere un amico un po’ più grandicello che passasse qualche rivista stropicciata della stessa materia? Maledettamente più facile. Poi mi sono chiesto: più difficile o più facile “elaborare”, “comprendere”, “capire” le immagini che si trovano sul net (sempre di quell’argomento) rispetto a quanto trovavamo sui giornalini vietati? Maledettamente più difficile perché la distanza di quelle rappresentazioni dalla realtà e dalla naturalezza dei primi gesti amorosi di un adolescente è abissale. Ed infine mi sono trovato a domandarmi: l’autore di quei due – o, se imbranato tre – click in che situazione è quando si avventura nella scoperta del sesso irreale? Maledettamente solo, senza nemmeno il supporto di quel amichetto un po’ più grandicello che, insieme al giornalino, forniva anche qualche spiegazione e fungeva da “primo soccorso” per gli inesperti da iniziare.

Uno delle mie preoccupazioni di padre di giovani figli (10,7,1 tutti maschi) è vedere con che facilità e velocità accendono l’IPAD, la sera appena rincasiamo. Tempo di togliermi la giacca ed appoggiare i sacchetti della spesa e già si sentono gli applausi dei “Migliori goals di Messi” o dei “numeri di Cristiano Ronaldo”. “Samu, quanti click ci vogliono per arrivare a quel filmato?” “Pà, due … massimo tre”. Ecco appunto …. Aspetta un po’ che adesso cercherò di scoprire se esiste un software che difenda i bambini da cattivi incontri sul net, in quei dieci quindici secondi che mi servono per togliermi la giacca o appoggiare la spesa, e magari lo regalo ai miei bambini come dono di Natale, che loro non so se lo apprezzeranno molto ma magari permetterà loro di scoprire le gioie del sesso con un po’ più di gradualità, magari in maniera meno irreale.

Che strano che un padre di giovani figli (10,7,1 tutti maschi) non abbia mai incontrato una massiccia pubblicità di un prodotto simile … !

 

Federico Ghiglione 
Professione Papà
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