Genitorialità

Dove farà la nanna il nuovo arrivato?

Uno degli argomenti di confronto negli incontri Pre-parto che tengo all’Istituto Gaslini ed in giro per l'Italia è quello relativo alla scelta di dove far dormire il nuovo arrivato. Nella sua stanzetta? Nel lettino a fianco al lettone di mamma e papà? Nel lettone? Nel suo lettino nella camera di mamma e papà ma poi una volta addormentato trasportato in salotto?.

In questa decisione, apparentemente banale, entrano in gioco molti fattori. Le dimensioni della casa, l’idea che la mamma si sta facendo della sua futura esperienza di allattamento, l’impostazione educativa che i due neo\futuri genitori stanno pian piano concordando, le necessità di sonno dei papà che lavorano, i consigli delle suocere e delle mamme, i mille libri che trattano l’argomento, l’opinione delle amiche, qualche forum specializzato sul net e qualche volta anche il consiglio – spassionato intendiamoci - della portinaia.

Una volta posta la domanda ai partecipanti, è divertente rimanere immobili, zitti ed inespressivi ad aspettare le risposte.
Generalmente tutti gli occhi dei partecipanti si fissano sulla mia collega e su  di me per cercare di intuire la risposta esatta …. e noi, sadicamente, rimaniamo impassibili come un giocatore di poker.

Alla fine diciamo: “Guardate che non c’è una risposta esatta ed altre sbagliate”. A queste parole, invece di distendersi, i partecipanti si guardano preoccupati perché si rendono conto che è il momento di trovare una risposta, una “loro” risposta, una risposta “di coppia”, ….. “di famiglia” direi io.

Tutto il Corso Pre-parto è impostato sul fatto che nessuno insegna a nessuno come si fa il genitore e di conseguenza non ci sarà mai una decisione giusta o sbagliata, al massimo ci potrà essere una decisione non condivisa o concordata all’interno della coppia, e forse allora li potrebbe nascondersi l’insidia dell’errore.

Comunque, la risposta più frequente che sentiamo è che il bimbo dormirà nel suo lettino messo, però, a fianco del lettone dei genitori. Il motivo è che li è più controllabile e più comodo per quando dovrà essere allattato.
La discussione è interessante perché questa decisione porta con se tanti pro e tanti contro ed è compito di un buon Corso Pre-Parto segnalarli entrambi senza dare giudizi. Vediamoli.

Il bimbo che dorme nella camera dei genitori sarà un bimbo facile da controllare, infatti ad ogni colpetto di tosse i genitori saranno pronti allo scatto, ad ogni fruscio saranno vigili, ad ogni pianto si sveglieranno per cercare di interpretarne il motivo: “fame?”, “cacca?”, “ruttino?”, “incubo?”, “perso ciuccio?”, “colichetta?”, “rigurgitino?”.
Corre l’obbligo però di segnalare che un bimbo sarà controllabile con la stessa efficacia anche facendolo dormire nella stanza a fianco, magari con un piccolo Baby Control che segnala ogni suo piccolo rumorino.

Il bimbo che dorme nella camera dei genitori sarà un bimbo comodo da allattare perché alla mamma basterà allungare le mani nella culla per poterlo prendere, portarselo al seno ed allattarlo comodamente sdraiata nel letto.
Corre però l’obbligo di segnalare che potrebbe essere necessario cambiarlo prima della poppata e anche dopo, quindi tutta la comodità di averlo lì vicino potrebbe svanire a causa della necessità di andare in bagno a lavarlo, oppure potrebbe risultare scomodo alla mamma allattare da sdraiata, oppure ancora, potrebbe risultare pericoloso il fatto che spesso dopo la poppata alcune mamme si addormentano col proprio bimbo vicino rischiando di schiacciarlo. E ciò è da evitare.

Inoltre il bimbo che dorme nella camera dei genitori sarà un bimbo che potrebbe avere poi difficoltà ad accettare – più avanti – il trasferimento nella propria stanzetta essendosi ormai abituato ai rumori, ai colori e ai vizi della camera di papà e mamma (con inevitabili visite nel lettone).
Anche qui corre l’obbligo di segnalare che con poco sforzo si può insegnare anche ad un bambino di un anno a cambiare posto dove dormire. Gradualmente e con fermezza si ottengono ottimi risultati.

Infine, il bimbo che dorme nella camera dei genitori rallenta – con molta probabilità – la ripresa dell’intimità e della vita sessuale della coppia, perché è abbastanza frequente sentire racconti di coppie che proprio non riescono a riavvicinarsi in presenza di un esserino che dorme a pochi centimetri da loro. Ed è abbastanza frequente incontrare coppie che in questo apparentemente banale intoppo hanno riconosciuto l’inizio della loro crisi matrimoniale.
Corre l’obbligo (accidenti quanto corre quest’obbligo) di segnalare che ci sono alcune coppie che hanno invece trovato questa situazione ideale per la ripresa dell’intimità. Pare infatti che l’avere sotto controllo il bimbo possa essere la condizione ideale per potersi rilassare e ritrovare l’intimità senza dover tendere l’orecchio ad ogni istante per sentire se il piccolo piange.

Detto tutto questo, ecco che ci si accorge che non esiste una soluzione giusta ed una sbagliata. Esiste piuttosto una soluzione giusta per ciascuna famiglia, soluzione che va ricercata, discussa e concordata, con buona pace della portinaia che aveva sparato la sua sentenza.

 

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Federico Ghiglione
Professione Papà
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