Genitorialità

Papà e mamma: due stili diversi

Il papà e la mamma hanno ruoli genitoriali ben distinti, spesso anche compiti differenti, a seconda della loro disponibilità di tempo e dei loro patti familiari ma soprattutto è facile ed auspicabile che abbiano stili diversi.

E’ abbastanza normale che i genitori trovino una linea concordata da tenere nell’educazione dei figli. Si decide che regole fondamentali insegnare, sull’igiene, sull’alimentazione, sul modo di comportarsi, sulle regole di casa, poi ci sono le decisioni sugli studi, sullo sport, sulle amicizie. Insomma un universo di decisioni, ciascuna delle quali può costituire una tappa più o meno impegnativa della costruzione di una famiglia , che col tempo la caratterizza costituendone il linguaggio, il lessico, l’impronta.

C’è poi un universo altrettanto vasto ed interessante che riguarda tutti gli atteggiamenti che ciascun genitore assume in determinate situazioni, tutte le mille piccole decisioni che ci si trova a prendere in velocità, istintivamente, su due piedi, magari per risolvere piccole liti, piccole situazioni di crisi, o semplicemente per gestire la quotidianità.

Un bimbo cade. Ci sono genitori che si spaventano accorrono preoccupati, ce ne sono altri che – attenti – valutano e vedono se sia il caso di intervenire, ci sono quelli che – per scelta – non si muovono.
Ognuno di loro ha un disegno in testa, una strategia; chi vuole consolare, chi vuole non essere pressante ma solo pronto, chi invece vuole forgiare il piccolo alla durezza della vita.
Questione di stile diremmo.
Infatti proprio di questo si tratta. Di stile educativo.
Ogni genitore – ma potremmo dire ogni educatore, quindi anche un maestro, un professore, un nonno, una tata – ha il suo stile.
Credo che se interrogassimo i nostri figli su questo argomento saremmo sorpresi dalla loro competenza e capacità di lettura. Se un bimbo cade, sa – per esempio - che la mamma lo guarderà e aspetterà di capire, che il papà accorrerà preoccupato, che il nonno sorriderà, che la tata lo prenderà in braccio.
Questa varietà di stili sono un patrimonio straordinario per i bambini che crescono. Più sono esposti a questa diversità di stili, più arricchiscono la loro capacità di lettura del mondo. Più “linguaggi” imparano, più saranno attrezzati alla vita.

Detto questo la riflessione ritorna sui genitori che si trovano quotidianamente a confrontarsi – o a scontrarsi – su questioni di …. stile.
Frasi come “Ma come avete ridotto la cucina!? Per giocare non è necessario sporcare tutto!!”  oppure “ma come li hai vestiti!? Potevi almeno mettergli il maglioncino uguale!?” oppure ancora “è mai possibile che per giocare dobbiate fare sempre la lotta che poi vi fate male?!” le abbiamo sentite tutti.
La libertà di sporcare tutto per un bambino ha la stessa valenza e ricchezza educativa dell’imparare a fare le cose con ordine. Sono semplicemente due cose diverse, due giochi diversi. Altrettanto possiamo dire per i vestiti: dire “oggi vestitevi come volete” è bello e divertente così quanto è importante che loro imparino che in certi casi “bisogna vestirsi carini” perché si va dagli amici. Non sono uno alternativo all’altro, sono due insegnamenti diversi.
E ancora, facendo la lotta con papà si imparano delle cose, giocando con i pennarelli con la nonna se ne imparano delle altre, giocando a nascondino con la mamma altre ancora.

E' probabile allora che - vedendola sotto questa angolatura - la vita di famiglia abbia meno scontri per la cucina sporca e più sorrisi di complicità.

Ben vengano quindi stili diversi, ben vengano le cose che “con me non le farebbero mai” e che “quando sono con te finisce sempre così”. Ben venga lo stile di papà e lo stile della mamma, della nonna e della tata. 
La diversità è una ricchezza. Insegniamolo ai nostri figli da subito. Si troveranno bene.

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Federico Ghiglione
Professione Papà
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